{"id":43,"date":"2023-04-11T18:10:30","date_gmt":"2023-04-11T16:10:30","guid":{"rendered":"https:\/\/ambasciatapraga.esteri.it\/?page_id=43"},"modified":"2023-07-26T15:20:51","modified_gmt":"2023-07-26T14:20:51","slug":"diplomazia-economica","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/ambyaounde.esteri.it\/it\/italia-e-camerun\/diplomazia-economica\/","title":{"rendered":"Diplomazia economica"},"content":{"rendered":"<p><strong>REPUBBLICA CENTRAFRICANA<\/strong><\/p>\n<p>La Repubblica Centrafricana presenta condizioni fra le pi\u00f9 difficili nel continente africano e sconta le ricorrenti crisi socio-politiche e militari che hanno interessato il Paese negli ultimi vent\u2019anni, da ultimo il colpo di Stato del marzo 2013.\u00a0Le crisi politiche e militari ricorrenti non facilitano la situazione economica e sociale del\u00a0 Paese.\u00a0 Le cause di questi problemi sono da ricercarsi, oltre che nella cronica instabilit\u00e0 politica del Paese, anche nella mancanza di infrastrutture e di uno sbocco al mare.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte la RCA \u00e8 un Paese ricco di risorse naturali. Il suo territorio abbonda di foreste mentre il suo sottosuolo \u00e8 ricco di diamanti (la cui pi\u00f9 importante zona di estrazione \u00e8 Bria, citt\u00e0 di 30.000 abitanti nel centro del paese), oro (il cui centro estrattivo \u00e8 la citt\u00e0 di Barbari a 300km da Bangui)\u00a0e petrolio, anche se quest\u2019ultimo non viene estratto.\u00a0I tre prodotti agricoli di esportazione sono cotone, caff\u00e8 e il legname, quest\u2019ultimo valendo da solo nel triennio 2007-2010 il\u00a0 54% delle esportazioni nazionali.<\/p>\n<p>La produzione annua di diamanti si aggira intorno ai 450.000 carati. Si ritiene per\u00f2 che la produzione reale sia pari a circa il doppio, dal momento che una gran parte del materiale estratto viene contrabbandato fuori dal Paese. Il potenziale estrattivo del petrolio \u00e8 risultato elevato, ma non ancora sfruttato.<br \/>\nLa RCA \u00e8 formalmente aperta agli investimenti esteri, che tuttavia non sono favoriti \u2013 oltre che dall\u2019instabilit\u00e0 politica \u2013 anche dalla corruzione ed estrema inefficienza dell\u2019Amministrazione pubblica e dalla eccessiva burocrazia.\u00a0Per tali ragioni, la classifica stilata dalla Banca Mondiale (Doing Business Report 2013), annovera la RCA all\u2019ultimo posto in 185\u00b0 posizione su 185 Paesi esaminati.<\/p>\n<p>La collettivit\u00e0 italiana presente in RCA ammonta a circa 180 connazionali, buona parte della quale \u00e8 rappresentata da religiosi e missionari, residenti nella capitale Bangui ed in localit\u00e0 periferiche, dove svolgono un importantissimo ruolo nel campo dell\u2019assistenza sociale, oltre che nell\u2019apostolato (la comunit\u00e0 italiana \u00e8, fra le comunit\u00e0 europee, la seconda per numero nel Paese, seconda solamente a quella francese).\u00a0 Inoltre sono presenti membri di ONG (COOPI, EMERGENCY) e volontari laici.<\/p>\n<p>Non vi sono imprese italiane operanti nel Paese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>GUINEA EQUATORIALE<\/strong><\/p>\n<p>La Guinea Equatoriale \u00e8 ricca di risorse minerarie, quali oro, gas naturale e petrolio.\u00a0L&#8217;oro nero\u00a0\u00a0ha presto polarizzato l\u2019economia del Paese, che \u00e8 diventato il terzo produttore di greggio in Africa sub-sahariana, dopo Nigeria ed Angola: con 600.000 barili al giorno e con oltre 1,5 miliardi di barili di riserve certificate a disposizione, il Paese merita il titolo di \u201cKuwait africano\u201d. Nel decennio 2001-2011, il petrolio ha costituito tra il 92 ed il 93% delle esportazioni annue del paese.<br \/>\nL\u2019agricoltura costituisce il 3% del PIL ed \u00e8 limitata a due soli prodotti di esportazione:il legno ed il cacao. L\u2019inflazione si \u00e8 mantenuta nel trennio 2009-2011 attorno al 7%.<\/p>\n<p>Peraltro, sulla base dell\u2019ultima classifica stilata dalla Banca Mondiale (Doing Business Report 2013), la Guinea Equatoriale figura tra i Paesi pi\u00f9 difficili, in 162\u00b0 posizione (su 185 Paesi). I punti deboli\u00a0 restano legati alla forte burocrazia e pratiche di corruzione diffusa.<\/p>\n<p>Gli introiti petroliferi hanno permesso un rapido sviluppo delle infrastrutture e del settore delle costruzioni a Malabo, Bata, ma anche Mongomo e Oyala, la nuova &#8216;Brasilia&#8217; equato-guineana che sta sorgendo dal nulla in mezzo alla foresta equatoriale, a meta&#8217; strada tra Mongomo e Bata. La futura citt\u00e0 \u00e8 costata l&#8217;abbattimento di 32mila ettari di foresta vergine e consiste in un progetto architettonico a tre poli: un complesso internazionale\u00a0 turistico e affari (appaltato alla societ\u00e0 italiana Piccini), una sede universitaria ed un polo industriale,\u00a0 che sta attirando ditte francesi, spagnole, brasiliane, turche, belghe e libanesi per le infrastrutture e le costruzioni.<\/p>\n<p>Le principali esportazioni\u00a0 della Guinea equatoriale sono costituite dal petrolio, gas naturale e legname, mentre le importazioni riguardano attrezzature destinate al settore petrolifero e materiale da costruzione, provenienti da Cina, Spagna, USA, Francia, Regno Unito e dall\u2019Italia. Gli USA sono il principale mercato di sbocco per le esportazioni della Guinea Equatoriale, seguiti dalla Spagna.<\/p>\n<p>Date le cospicue importazioni di petrolio, l\u2019Italia presenta un disavanzo strutturale nei confronti della Guinea Equatoriale. L&#8217;Italia \u00e8 il quarto cliente della Guinea Equatoriale (compriamo petrolio, gas naturale, legno, sughero). Le esportazioni italiane appaiono in continua crescita dal 2009 e sono rappresentate da macchinari, prodotti tecnologici, materiale elettrico, autoveicoli, combustibili raffinati, mobili. L\u2019Italia \u00e8 al quarto posto tra i paesi clienti e al settimo posto tra i paesi fornitori (fonte: ICE su dati del Direction of Trade Statistics &#8211; DOTS del FMI) della Guinea Equatoriale.<\/p>\n<p>La presenza italiana \u00e8 per il momento limitata a poche imprese attive nel settore edile (Makinen, Piccini, BKP\/Gesco, General Work). Interessanti opportunit\u00e0 potrebbero emergere nei settori della pesca, costruzioni, e ammodernamento dei servizi pubblici. Le grandi commesse pubbliche restano uno dei settori piu\u2019 interessanti oltre a quello dei beni strumentali, logistica e tecnologie applicate ai processi di estrazione del petrolio.<\/p>\n<p>Non esiste tra Italia e Guinea Equatoriale un Accordo per la Promozione e la Protezione degli Investimenti.<\/p>\n<p>Oltre alla SCHEDA PAESE CAMERUN, che trovate nel link qui sopra, questa Ambasciata \u00e8 competente per i rapporti economici anche su altri 3 paesi di accreditamento secondario (Ciad, Rep. Centrafricana, Guinea Equatoriale) che trovate qui sotto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>SCHEDA COMMERCIALE CIAD<\/strong><\/p>\n<p>Con una popolazione stimata di 10 milioni di abitanti nel luglio 2011 e un reddito pro-capite annuo di circa 700 US$, il Ciad ha conosciuto negli ultimi anni un miglioramento della sicurezza nel Paese, l\u2019aumento della produzione di petrolio ed importanti investimenti nel campo delle opere pubbliche.<\/p>\n<p>L&#8217;economia del Ciad \u00e8 principalmente agricola ed \u00e8 stata lungamente\u00a0 penalizzata dalle povere vie di comunicazioni interne, l\u2019assenza di importanti bacini idrici\u00a0 e dalla ricorrente siccit\u00e0 che interessa gran parte del territorio. Il fenomeno della desertificazione \u00e8 del pari allarmante, per una popolazione quasi interamente dedita ad attivit\u00e0 di sussistenza agricola e di pastorizia. Preoccupante, in tale quadro, il degrado del bacino del lago Ciad, che dal 1960 ad oggi ha perso il 90% della propria superficie, passando da 25.000 Kmq agli attuali 2.500.<\/p>\n<p>Le due principali voci di produzione agricola sono il cotone e il bestiame (carne, ma anche cuoio e pellami).\u00a0Oltre al cotone, la produzione agricola \u00e8 costituita da miglio, sorgo, riso, granturco manioca ed arachidi, zucchero e gomma arabica. L\u2019agricoltura risente del quadro ambientale ostile: all\u2019insufficienza delle precipitazioni (il 60% del territorio si trova in zona sahariana, dove la pioggia \u00e8 quasi assente) si aggiungono le invasioni di cavallette ed un costante abbandono dei raccolti in favore del pi\u00f9 remunerativo cotone. L\u2019allevamento di bovini, pecore, capre, cammelli e cavalli d\u00e0 lavoro al 40% della popolazione attiva.<\/p>\n<p>L\u2019estrazione petrolifera, iniziata nel 2003, sta rapidamente cambiando la fisionomia economica del paese, attraverso lo sfruttamento dei giacimenti della regione di Doba\u00a0\u00a0\u00a0ad opera di un\u00a0 consorzio di imprese USA, francesi e cinesi, i tre principali \u201cclienti\u201d del Ciad. La produzione \u00e8 stata agevolata, dal giugno 2003, con l\u2019entrata in funzione dell\u2019oleodotto Ciad-Camerun lungo 1.070 km, di cui 865 in territorio camerunese.<\/p>\n<p>L\u2019alto costo dei mezzi tecnici di produzione e la mancanza di sbocchi al mare non giocano a favore dello sviluppo dell\u2019industria, che comprende, oltre al settore petrolifero e tessile, fabbriche per l\u2019inscatolamento di carne e per la produzione di birra, sodio carbonato, sapone, sigarette e materiali da costruzione.\u00a0 Il Paese \u00e8 incapace di produrre elettricit\u00e0 sufficiente per soddisfare i propri bisogni industriali.<\/p>\n<p>Il Ciad \u00e8 formalmente aperto agli investimenti esteri, che tuttavia non sono favoriti dalla corruzione nell\u2019Amministrazione pubblica e dalla inefficienza del sistema giudiziario e dalla eccessiva burocrazia. Per tali ragioni,\u00a0la classifica stilata dalla Banca Mondiale (Doing Business Report 2013), annovera il Ciad tra i Paesi in assoluto pi\u00f9 difficili, in 184\u00b0 posizione (su 185 Paesi).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019interscambio commerciale \u00e8 molto contenuto.\u00a0L\u2019Italia registra un ampio surplus nella bilancia commerciale con il Ciad, con un export nel 2011 pari a 17,2 milioni di Euro ed un volume di importazioni di 3 milioni. Il nostro Paese importa cotone, cuioio\u00a0 e pelli, mentre esporta macchine generatrici; macchine ed apparecchi industriali; attrezzature per le telecomunicazioni; autoveicoli; strumenti professionali; costruzioni prefabbricate; prodotti chimici. L\u2019Italia \u00e8 il 5\u00b0 fornitore del Ciad, dopo Francia, Camerun, Cina e USA (fonte: ICE su dati del Direction of Trade Statistics &#8211; DOTS del FMI).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Negli investimenti diretti in Ciad, la presenza italiana \u00e8 per ora limitata a\u00a0 poche imprese, tutte basate a Nd\u2019jamena e operanti in ambito edilizio. Ultima arrivata in ordine di tempo, a dicembre 2012, Finasi Srl di Milano, \u00e8 stata la vincitrice dell\u2019appalto per la costruzione di una fabbrica di medicinali a N\u2019djamena i cui lavori sono iniziati il 22 dicembre 2012.<\/p>\n<p>Tra Italia e Ciad \u00e8 in vigore un Accordo sulla promozione e la reciproca protezione degli investimenti (Roma, 11 giugno 1969).\u00a0Interessanti opportunit\u00e0 potrebbero emergere oltre che nel settore petrolifero, nell\u2019ammodernamento infrastrutturale del paese (appalti governatici per la rete stradale e per il rafforzamento dei servizi urbani specie quelli idrici nelle principali citt\u00e0).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"REPUBBLICA CENTRAFRICANA La Repubblica Centrafricana presenta condizioni fra le pi\u00f9 difficili nel continente africano e sconta le ricorrenti crisi socio-politiche e militari che hanno interessato il Paese negli ultimi vent\u2019anni, da ultimo il colpo di Stato del marzo 2013.\u00a0Le crisi politiche e militari ricorrenti non facilitano la situazione economica e sociale del\u00a0 Paese.\u00a0 Le cause [&hellip;]","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":14,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-43","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ambyaounde.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/43","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ambyaounde.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/ambyaounde.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ambyaounde.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ambyaounde.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=43"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/ambyaounde.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/43\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":313,"href":"https:\/\/ambyaounde.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/43\/revisions\/313"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ambyaounde.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/14"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ambyaounde.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=43"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}