QUADRO MACROECONOMICO
Il PIL reale del Camerun è cresciuto del 3,5% nel 2024, rispetto al 3,2% del 2023, sostenuto da prezzi del cacao più elevati, maggiori rese del cotone e una migliore fornitura di energia elettrica per l’industria. Tuttavia, la crescita media dal 2021 al 2024 è stata solo del 3,4%, ben al di sotto dell’obiettivo del 6,6% fissato dalla Strategia Nazionale di Sviluppo a causa di carenze infrastrutturali, governance debole, bassi investimenti e conflitti interni. Il PIL pro capite nel 2024 ha raggiunto i 1.467 dollari, superando i livelli pre pandemici ma non ancora raggiungendo il massimo del 1986 di 1.980 dollari. Si prevede un graduale miglioramento della crescita, a condizione che aumentino la fornitura di energia elettrica industriale e gli investimenti pubblici. L’inflazione è scesa dal 7,4% di dicembre 2023 al 4,5% entro la fine del 2024 e al 4,1% a metà del 2025, e si prevede che raggiungerà il 3% entro il 2027, grazie a una politica monetaria più restrittiva e alla riduzione dei costi delle importazioni. Nonostante la minore produzione di petrolio, il deficit delle partite correnti si è ridotto dal 4,1 al 3,2% del PIL tra il 2023 e il 2024, riflettendo un aumento delle esportazioni agricole e una diminuzione delle importazioni. Il rapporto tra esportazioni di beni e PIL è aumentato al 13,2% nel 2024, rispetto al 12,9% dell’anno precedente. Tuttavia, questo miglioramento a breve termine nasconde un calo a lungo termine delle esportazioni di beni, dal 19,1% del PIL nel 2012, dovuto, tra gli altri, a crisi interne, al continuo calo della produzione di idrocarburi, ai vincoli di produttività e alle barriere commerciali. Alla fine del 2024, il debito pubblico del Camerun ha raggiunto il 43,4% del PIL, in aumento rispetto al 42,3% dell’anno precedente, con il debito estero e quello interno rispettivamente al 29,0% e al 14,4% del PIL. Mentre gli indicatori del debito estero del Camerun sono al di sotto della soglia di sostenibilità, gli indicatori del servizio del debito estero – il rapporto tra servizio del debito e esportazioni e il rapporto tra servizio del debito e entrate – rimangono al di sopra della soglia, ma in calo. La Strategia Nazionale di Sviluppo del Camerun per il 2030 (NDS30) mira a creare un ambiente favorevole agli investimenti per stimolare la crescita dell’occupazione, compresi gli incentivi agli investimenti. La NDS30 si concentra sulla promozione della produzione locale, sullo sviluppo delle infrastrutture e sullo sfruttamento della tecnologia per la crescita e l’occupazione. Nel 2023 e nel 2024, il Camerun ha ampliato gli incentivi agli investimenti per progetti agricoli, di acqua potabile e di energia rinnovabile. Anche le attrezzature mediche, le attrezzature per l’allevamento e la pesca e i ricambi per veicoli hanno beneficiato di esenzioni dai dazi doganali all’importazione. In questi anni, il Camerun ha anche introdotto politiche volte a incoraggiare le aziende ad assumere camerunesi, tra cui una sovrattassa sugli stipendi dei dipendenti non camerunesi. L’economia del Camerun continua a subire gli effetti residui di importanti shock esterni come la pandemia di COVID-19 e la guerra in Ucraina, che hanno interrotto le forniture di generi alimentari e carburante e alimentato l’inflazione. Alcuni effetti macroeconomici di questi shock esterni vengono affrontati con il supporto dell’accordo ibrido del FMI, denominato Extended Credit Facility (ECF) e Extended Fund Facility (EFF). I prezzi del carburante sono regolamentati dal governo e hanno un impatto significativo sull’intera economia. Il governo ha ridotto i sussidi al carburante per due anni consecutivi, nel 2023 e nel 2024, suggerendo di ritenere che gli operatori economici possano assorbire tali aumenti di prezzo grazie alla ripresa economica e a misure di mitigazione come l’aumento degli stipendi per i dipendenti pubblici. Nonostante le abbondanti risorse naturali e la posizione strategica, il Camerun deve ancora realizzare una vera e propria trasformazione economica e una significativa riduzione della povertà. Il PIL pro capite è ancora al di sotto del suo picco registrato nel 1986,11 e il tasso di povertà (2,15 dollari USA a parità di potere d’acquisto del 2017) è diminuito solo leggermente rispetto al 25,7. L’ambizione del Camerun di diventare un paese a reddito medio-alto entro il 2035 è attualmente difficilmente realizzabile. Accelerare la trasformazione economica e la riduzione della povertà richiede una profonda riconsiderazione del modello di crescita del paese, enfatizzando la partecipazione del settore privato e ridefinendo il ruolo dello Stato nell’economia. Diversi vincoli hanno ostacolato la crescita economica e la creazione di posti di lavoro di qualità, tra cui (i) un modello economico guidato dallo Stato, con imprese statali (SOE) poco performanti che dominano i settori chiave dell’economia; (ii) il fragile contesto nazionale con diverse regioni colpite da conflitti; (iii) la continua prevalenza dell’agricoltura su piccola scala, che genera principalmente redditi di sussistenza per i più poveri e riflette una bassa 10 produttività del lavoro; (iv) la lenta crescita del settore manifatturiero – che contribuisce per il 24% del PIL – trainata da settori a basso valore aggiunto come quello alimentare e delle bevande; (v) un ampio settore informale, che comprende l’87% della forza lavoro, con una bassa produttività del lavoro e poche opportunità di crescita; e (vi) un processo decisionale prolungato nel settore pubblico e un contesto di governance difficile con forti interessi acquisiti, che limitano la capacità dello Stato di avviare e attuare riforme strutturali chiave. Nel frattempo, i crescenti effetti del cambiamento climatico e la fragilità aggravano la povertà. La popolazione urbana del Camerun si trova spesso in aree a rischio climatico, come le coste e le pianure alluvionali. Nelle aree rurali, soprattutto nelle regioni settentrionali, la salute, la ricchezza e il benessere sono minacciati dal caldo estremo e dalla scarsità d’acqua. I punteggi relativi all’inclusione sociale e al rischio climatico mostrano che l’estremo nord, il nord-ovest e il sud-ovest, dove l’agricoltura è la principale fonte di reddito, sono i più vulnerabili. La variabilità climatica, aggravata dai conflitti in corso, sta causando insicurezza alimentare nell’Estremo Nord, nel Nord-Ovest e nel Sud-Ovest, devastando i mezzi di sussistenza e aggravando l’esclusione socioeconomica. Le donne sono inoltre particolarmente vulnerabili ai cambiamenti climatici, poiché molte dipendono dall’agricoltura di sussistenza. La futura prosperità del Camerun dipenderà dalla sua capacità di promuovere investimenti privati che stimolino l’innovazione, la crescita della produttività e la creazione di posti di lavoro in tutto il Paese, incluso l’ingresso nelle catene del valore regionali e globali. Il Camerun dovrà attuare riforme per migliorare il clima imprenditoriale e rafforzare la concorrenza nei segmenti chiave del mercato interno in cui le imprese statali detengono attualmente posizioni dominanti (ad esempio, le telecomunicazioni), scoraggiando potenziali investitori dall’entrare nel mercato. Sarà fondamentale accelerare ulteriormente gli investimenti pubblici nelle regioni in ritardo di sviluppo per garantire che anche queste regioni possano beneficiare di maggiori opportunità economiche e creazione di posti di lavoro, in particolare per donne e giovani.
RAPPORTI ECONOMICI ITALIA-CAMERUN
Lo scambio di visite nel 2016 e nel 2017 tra i rispettivi Capi di Stato ha portato il rapporto bilaterale su un inedito livello di intensità e di prestigio, con implicazioni assai diversificate, incluse varie commesse pubbliche. Le imprese italiane o con interessi italiani sono circa 60/70, concentrate in larga parte a Douala e nella Regione Littoral. Numerose nuove PMI e imprese miste sono nate negli ultimi anni con l’obiettivo di promuovere l’export di prodotti italiani e di partecipare a gare e appalti locali. I settori prevalenti sono le costruzioni, la realizzazione di materiali da costruzione, la fornitura di macchinari. Altre aziende hanno presentato progetti per la realizzazione di opere di urbanizzazione (come alloggi sociali o grandi edifici) con finanziamenti privati che richiedono la garanzia sovrana dello Stato. Nel Paese si sta consolidando l’affidamento ad imprese italiane di nuovi progetti infrastrutturali.
Le principali voci delle nostre esportazioni sono costituite da beni strumentali e tecnologie, riconosciute per la loro alta qualità rispetto alla concorrenza cinese e turca, e in misura minore da beni di consumo, il cui mercato è dominato da prodotti francesi. Il saldo commerciale è nettamente in favore del Camerun, che esporta verso l’Italia petrolio greggio e legno e prodotti del legno. I prodotti del Made in Italy sono particolarmente affermati in Camerun nei seguenti settori:
-edilizia (macchinari, attrezzi, piastrelle, vernici, prodotti e soluzioni per l’impermeabilizzazione delle superficie). Diverse imprese locali sono rappresentanti esclusivi di marchi italiani nel Paese
-arredo/design abitazione e uffici. Anche in questo settore, imprese locali rappresentano brand italiani (Fiore rubinetterie-Novara, Stil Decor -Firenze).
**Per entrambi i settori sopramenzionati, la scelta di puntare su tecnologia e prodotti italiani è spesso orientata e favorita dalla presenza cruciale di un’ampia comunità di architetti camerunesi che si sono formati in Italia.
-alimentare (agroindustria/trasformazione materie prime). Il rilievo dei settori agricolo e dell’allevamento (che contano su Ministeri separati) offrono ampie prospettive al consolidamento di una partnership con l’Italia per l’industrializzazione dei comparti camerunesi, grazie alla tecnologia di eccellenza dei macchinari italiani ( e alla possibilità per i camerunesi di importare in esenzione IVA).
-alimentare (prodotti di consumo, gastronomia, vino). L’attuazione dei piani di promozione integrata organizzati dall’Ambasciata a partire dal 2022 ha consentito un significativo aumento della quota di vino italiano importato in Camerun, nonostante la storica concorrenza dei vini francesi. Alcune case vitivinicole italiane (Antinori, Zonin, Pellegrino, Laronchi, Montefantino, Abbazia ecc…) sono rappresentate e importate in Camerun da imprese locali, cosi come alcune case di produzione di olio.
LA PARTECIPAZIONE AL SALONE PROMOTE
La presenza italiana al Salon Promote, manifestazione fieristica con natura di esposizione biennale internazionale, è divenuta un dato strutturale. Per varie edizioni la delegazione di imprese italiane è stata di gran lunga la più numerosa e diversificata, dato percepito dalle autorità del Paese come corollario dell’interesse crescente dell’Italia e delle sue imprese per l’economia camerunese. Tra il 12 e il 21 giugno 2026 la partecipazione italiana si è concretizzata nell’allestimento di uno spazio istituzionale Ambasciata/ Ufficio ICE Agenzia di Luanda – Osservatorio Economico ICE a Yaoundé, di circa 27 m², all’interno del Padiglione Europeo, dedicato alle funzioni di rappresentanza, coordinamento e supporto alle imprese italiane accreditate in fiera. Lo spazio istituzionale si è infatti affiancato allo spazio imprenditoriale di circa 173 m², destinato alle attività promozionali delle dodici imprese italiane all’interno del padiglione europeo (settori: design/costruzioni, ceramica, arredo, meccanica agricola, vernici, attrezzature per l’edilizia, porte, sistemi di irrigazione) e due imprese italiane posizionate all’esterno del padiglione europeo. Lo spazio italiano ha ricevuto le visite (presso ciascuno stand), e l’apprezzamento dei Ministri delle Finanze e delle Piccole e Medie Imprese.